Classificazione e metodi di trattamento dei deficit acetabolari

E. W. Morscher, R. Elke, B. Berli

Il trattamento dei deficit acetabolari presenta quattro problemi principali:
la sostituzione del bone stock perduto, il ripristino del centro di rotazione
nell'acetabolo originale, la fissazione stabile della nuova coppa acetabolare
e il recupero della lunghezza dell'arto inferiore.

Il metodo chirurgico scelto per la revisione dipende dal tipo di deficit. Gli
Autori distinguono due tipi fondamentali di deficit e, pertanto, due procedure:
1)anomalie della cavità e del margine articolare, portanti; 2)anomalie
segmentali e del margine, non portanti.

Nei deficit della cavità, il margine acetabolare corticale è conservato
e pertanto è in grado di fornire un supporto. Nei deficit segmentali, il
margine acetabolare e le zone periferiche (1 e/o 3, secondo DeLee e Charnley
[6 ]
)non sono portanti.

Di conseguenza, occorre supplire alla loro funzione meccanica di strutture in
grado di trasmettere una forza. Nei deficit acetabolari di tipo 1 (cavità
con margine portante o anomalia cistica), si può ottenere un contatto
periferico stretto di una coppa emisferica press-fit non cementata in un osso
pelvico autoctono, ben vascolarizzato.

Innesti ossei morcellizzati, omologhi devono essere usati solo per riempire le
cisti contenute, e non vanno sottoposti al carico.

Si consigliano gli anelli di rinforzo acetabolare (ARR)nel tipo 2 di deficit
acetabolari non contenuti e con margine non portante, in cui i difetti segmentali,
le vaste cavità e una forma non sferica dell'acetabolo non permettono
una fissazione solida di una nuova coppa a press-fit. L'acetabolo viene ricostruito
con alloinnesti morcellizzati impattati con una coppa di prova sferica (non
perforata). Questi innesti devono poi essere protetti dal carico con un anello
di rinforzo, che viene fissato sull'osso ospite originale della pelvi con 3-5
viti da spongiosa ASIF (Association for the Study of Internal Fixation). Una
coppa interamente in polietilene di dimensioni corrispondenti viene poi cementata
nell'anello di supporto. Dal 1988 al 1997 (10 anni), sono state eseguite 456
revisioni acetabolari nel Dipartimento di Ortopedia dell 'Università
di Basilea, di cui 255 con la coppa a press-fit a pressione dell'Autore. In
201 anomalie acetabolari con difetti segmentali non portanti del margine sono
stati adoperati anelli di rinforzo di Burch-Schneider o anelli di rinforzo acetabolari
di Ganz. Di queste 456 revisioni, 26 hanno dovuto essere revisionate un'altra
volta (5. 7%) :19 per mobilizzazione dello stelo (4. 2%) e 7 per mobilizzazione
della componente acetabolare (1. 5%). Cinque erano anelli di rinforzo (2. 5%)
e 2 erano coppe a inserimento a pressione (0. 8%), tutti per lussazione, nessuno
per rimobilizzazione asettica!


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