Artroprotesi nell'anchilosi dell'anca

M. Kerboull, L. Kerboull, M. Hamadouche

La conversione di un'anca anchilotica in una protesi totale d'anca può
essere tecnicamente difficile per la presenza di importanti deformità
locali. Il semplice desiderio di recuperare la funzione di un'anca solo in rari
casi è motivo sufficiente per adottare questa procedura su un'anca anchilotica.
Più spesso è motivata dalle sue conseguenze dolorose a livello
della regione lombare e del ginocchio omolaterale, particolarmente accentuate
nei casi in cui la posizione dell'anca è cattiva. Per ottenere un'anca
mobile e stabile sono essenziali due fattori: i muscoli abduttori dell'anca
devono essere in buone condizioni e il recupero della biomeccanica dell'anca
deve essere anatomico, con un rapporto appropriato del braccio di leva degli
abduttori e con la correzione della differenza di lunghezza degli arti inferiori.
Pertanto, per eseguire in modo corretto la procedura di conversione è
indispensabile un accurato planning preoperatorio, con riferimento all'anca
sana controlaterale. Questo contribuirà a far fronte alle molteplici
difficoltà tecniche, a determinare il centro di rotazione dell'anca e
il decorso degli abduttori e a selezionare l 'impianto femorale che ridurrà
quanto più possibile la differenza di lunghezza degli arti inferiori.
Spesso la sostituzione porta a un'anca mobile e indolore, ma non sempre si raggiungono
un'andatura normale e una buona capacità di deambulazione. Tuttavia,
anche se persiste una zoppia che richiede un bastone per una lunga deambulazione,
il paziente ottiene sempre il sollievo dal dolore alla schiena e al ginocchio,
e, in particolare, la possibilità di stare seduto in maniera confortevole.


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