Lussazione dell'anca su base displasica: trattamento conservativo e riduzione ""a cielo aperto""

A. Dimeglio, D. Moukoko

La lussazione congenita dell'anca comprende diverse entità patologiche
che vanno dalla displasia benigna alla lussazione grave irriducibile. Il trattamento
si basa sulla cura del dettaglio e sulla competenza del medico. Ogni anca rappresenta
un caso specifico e non è detto che il trattamento sia sempre necessario:
certe forme guariscono spontaneamente, mentre alcune forme gravi non dovrebbero
essere trattate: due anche lussate sono preferibili a due anche rigide. La principale
complicanza è la necrosi avascolare, i cui effetti devastanti devono
essere sempre tenuti presenti dal medico in ogni fase del trattamento. I risultati
saranno migliori e i rischi di complicanze minori se la diagnosi e il trattamento
sono tempestivi.

Il trattamento deve partire dall'identificazione degli ostacoli extra
e intrarticolari. Deve essere iniziato non appena viene posta la diagnosi di
displasia dell'anca. Nel bambino piccolo il trattamento più semplice
è quello con divaricatore di Pavlik, utilizzando l'ecografia come
guida. Tuttavia, si tratta di una tecnica molto impegnativa. Il fallimento del
divaricatore deve essere identificato tempestivamente, dopodiché occorre
prendere in considerazione la trazione, la tenotomia di adduzione e l'applicazione
del gesso. Lo strumento più utile per la valutazione della riduzione
concentrica dell'anca è l'artrografia. Se il trattamento
conservativo non è soddisfacente, è necessaria la riduzione cruenta.

Nel bambino molto piccolo si adotta l'approccio mediale. All'approccio
anterolaterale si fa ricorso soprattutto dopo il fallimento di una precedente
esposizione mediale e nei bambini più grandi, in cui i diversi passaggi
ricostruttivi possono essere effettuati in un sola fase.


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