Biopsia della colonna vertebrale

R. Windhager

La biopsia della colonna vertebrale è indicata in caso di infezioni
e lesioni neoplastiche, per instaurare un trattamento specifico. La biopsia
chiusa percutanea può essere considerata la metodica d'elezione
e di preferenza va eseguita, sopra il livello di T11, sotto controllo tomografico,
ma si può estendere facilmente da T11 a L5 con l'ausilio di un
amplificatore di brillanza. La percentuale di accuratezza per le biopsie chiuse
si aggira intorno all'80%, sia per quelle con agoaspirato sia per quelle
con carotaggio. Tra le complicanze, che si manifestano in media nello 0.2% dei
casi, figurano principalmente emotorace, pneumotorace, sanguinamento eccessivo
ed ematoma paravertebrale. Si verificano lesioni neurologiche nello 0.08% dei
casi e morte nello 0.02%. Qualora non si riesca a stabilire una diagnosi precisa
con la biopsia chiusa, può essere opportuna una biopsia aperta, incisionale
o escissionale. Quando si sospetta un tumore maligno primitivo, una biopsia
transpeduncolare offre il vantaggio di una contaminazione minima dei tessuti
circostanti.

Le biopsie devono essere pianificate minuziosamente con un team multidisciplinare
che comprenda il chirurgo ortopedico, il radiologo e l'anatomopatologo.


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