Frattura del femore distale nell'adulto

M. Ehlinger, G. Ducrot, P. Adam, F. Bonnomet

Le fratture del femore distale sono rare e gravi, con un significativo tasso di mortalità nelle persone anziane. La frequenza stimata è dello 0.4%. Il contesto tipico è di un trauma ad alta energia in un paziente giovane e di un incidente domestico in una persona anziana. In termini di incidenza, la predominanza è femminile e la popolazione interessata è sempre più anziana. Nella maggior parte dei casi la causa è un trauma indiretto su un ginocchio in flessione. Più raramente, si tratta di un trauma diretto da schiacciamento. La scomposizione è conseguente alle trazioni muscolari: accorciamento ed estensione del frammento distale. L'anatomia del femore distale spiega i tre tipi di fratture osservati: sovracondiloidea, unicondiloidea, sotto- e intercondiloidea. Tenuto conto di questa situazione anatomica, solo il trattamento chirurgico permette una stabilizzazione adeguata a opporsi alle forze statiche e dinamiche. Di fronte a pazienti costretti a letto e/o in caso di fratture non o poco scomposte in pazienti con stato di autonomia estremamente ridotto, il trattamento ortopedico deve restare un'eccezione. Dopo aver spiegato in dettaglio le vie di accesso e l'installazione, saranno descritte le tecniche chirurgiche (lama-placca, placca condiloidea, placca bloccata, inchiodamento endomidollare) insistendo sulle loro specificità. Sarà proposta una panoramica della letteratura recente con l'obiettivo di confrontare i risultati delle diverse tecniche.

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